domenica, 15 novembre 2009

già che ci sono, vi aggiorno

come potrei mai farvi mancare la mia solita "scatoletta di fatti miei"? sarei uan donna senza cuore!
dunque procediamo...
novità sul fronte lavorativo, dopo essere stata in ansia per la scadenza del contratto e le voci che volevano il mio settore in chiusura, ieri sono arrivate buone nuove: l'azienda ha deciso di tenermi. molto bene. Certo come tutti ben sapete il mio lavoro è una gran schifezza, ma mi permette diversi "benefits", inoltre dato che l'azienda per la quale lavoro ha le mani in pasta in diversi settori mi permette di differenziare. in questo periodo sto registrando l'audio di diverse pubblicità televisive e a quanto pare va bene. :-)
L'attività teatrale è bloccata ho dovuto rinunciare alla realizzazione di 3 micro performances per il festival "Terre di Teatri" che faremo a Dicembre qui a Giulianova a causa di alcuni viaggetti che mi aspettano nei prossimi mesi.
Tralascio le altre attività, piccole collaborazioni, varie ed eventuali.

Ora però voglio dedicarmi a una cosa importantissima: la recensione di Prodigium l'Acropoli delle Ombre.
Ma dato che non potrebbe mai essere una recensione imparziale, vorrei farmi aiutare da qualcuno di speciale, qualcuno che del romanzo ne sa più di me....... tremate...
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giovedì, 12 novembre 2009

Felici Ritorni

affrontare in due giorni e mezzo un viaggio di 3100 km dormendo un totale di 8 ore e passando 10 ore a far la fila per vedere un concerto non è una cosa da poter fare tutti i giorni, non alla mia età. Lo so, non me li porto male i miei QUASI 33 anni, ma ultimamente evito di guardarmi allo specchio.... (questa è per pochi intenditori)....
fortunatamente le 10 ore prima dell'evento sono passate in un attimo, grazie agli amici svizzeri, inglesi e francesi, con i quali si sono create, come sempre, molte occasioni esilaranti dovendo parlare contemporaneamente 3 lingue diverse, che vuoi o non vuoi alla fine si mescolano creando il Naeelese.
Magaline (di Besançon) a un certo si complimenta per il mio francese buono e senza alcun accento italiano, ma io, che avevo appena finito di parlare con Valery (di Londra), le rispondo
oh merçi, it's because j'ai des amis who live in France, and actually je suis ete many times chez eux.... tutto in un ottimo accento francese... anche le parti anglofone ahahahahahah esilarante, sembravo posseduta (e forse lo ero!!!)

ieri a ora pranzo, rientro, lancio un urlo di saluto ai miei per informarli che la pace era finita. Entro in soggiorno, sto per sganciare tutte le mie zavorre quando l'occhio mi cade su un oggetto posato sulla tovaglia bordeaux del tavolo della sala. Rilasso le spalle, tutto ciò che ho addosso scivola giù finendo a terra, il borsone da viaggio, il portacomputer, la borsa, il giubbino di pelle e il cappellino. Getto le chiavi nel portaoggetti e afferro avidamente il mio nuovo orpello magico. lo avvcino, lo studio per benino, lo volto:
Pro.Ac.Om."Bene, ottimo lavoro" ho ringraziato mentalmente il mio infiltrato a Lucca. "ora vediamo come ha agito il nemico" apro il libro
Pro.Ac.Om
ora, la cosa che mi ha colpito di più è stata la profondità delle parole del gentile anatema a me dedicato in prima pagina. Attenzione, quando parlo di profondità intendo dire che, come potete notare, vuoi perché molto sentite, vuoi per una miglior riuscita della maledizione, le parole sono impresse per 2/3 pagine consecutive. 

comunque... nei prossimi giorni mi dedicherò alla lettura del suddetto oggettino magico sperando che non deluda le mie aspettative.

nel frattempo ieri sera sono ruscita a sostenere la cena di San Martino a casa dei miei zii, ovviamente trattandosi di una famiglia abruzzese, sembrava una cena di matrimonio... e dato che le mie facoltà erano molto limitate a causa della stanchezza allucinante ho trascorso tutta la sera a dare il tormento a Didi...
Didi e Io
n.b. se vi state per chiedere il motivo per il quale avevo indosso il giubbino (come hanno fatto per tutta la sera i meii zii) la risposta è che  NON è UN GIUBBINO, è UNA STRAMALEDETTISSIMA NORMALISSIMA FELPA!!!!
p.p.s. il pellicciotto è rigorosamente finto, in effetti ho rischiato di darmi fuoco a ogni sigaretta!

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martedì, 03 novembre 2009

c'è poco da fare, la gente mi ama!

I grandi amori si annunciano in un modo preciso. Appena la vedi dici: "chi è questa stronza?"
- Ennio Flaiano

praticamente 2/3 delle persone che mi conoscono mi amano!



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sabato, 24 ottobre 2009

la ragazza del call center, questa nemica.

il mio lavoro a volte si rivela molto divertente.
questo episodio si è svolto un paio di anni fa:

- buongiorno signora, sono Elena del call center di banca xxxxxxx potrei parlare col titolare?
- chi ha detto di essere?
- Elena del call center di banca xxxxxx cercavo il signor Rossi.
- senti
(il tono inizia ad alzarsi)
inutile che fai tutte queste scene, io lo so chi sei... TU LO DEVI LASCIARE IN PACE MIO MARITO!!!  (che faccio? scoppio a riderle in faccia o resto seria e professionale?)
- no signora, si calmi, lei mi sta scambiando per qualcun altro. io la chiamo davvero dal call center della banca xxxxx se vuole le dò i riferimenti per controllare.
- sì, sì come no! sei una stronza! lascialo stare perchè se scopro chi sei...
(stronza sì, ma scambiata per un'altra proprio non mi sta bene)
- va bene signora a questo punto non penso di poterle prospettare la nostra promozione, buona sera a lei e suo marito.


c'è da aspettarselo, quando rispondo le donne ti fanno il terzo grado, quando va bene si fanno spiegare tutta la tiritera per poi piegare sul finale in "devo riferire al titolare" e secondo loro perchè io chiedo subito del titolare?

oggi un'altra telefonata stramba:
- buonasera sono Elena la chiamo per conto di banca xxxxxx lei è la titolare?
- sì sono io, sentiamo: che vuole la banca da me? (detto in tono cantilenante allegro, tipico della presa per i fondelli)
- nulla di preoccuante signora (sorrido, io sorrido sempre a telefono. è essenziale), la sto chiamando per informarla di una promozione che stiamo facendo con la nostra filiale di ....... si tratta di una iniziativa rivolta ai commercianti che le permette di ottenere un finanziamento a tasso agevolato e usufruire dei contributi regionali...
- AHAHAHAHAAHH 
(la pazza inizia a ridere manco le stessero facendo il solletico) no, no signorina... guardi, no ci siamo capiti. IO NON HO BISOGNO DI SOLDI ahahaahhahhahah io ne ho talmente tanti che quasi quasi... sa che le dico? vi propongo io un finanziamento ahahahhahahahahah AHAHAHHHAAHA
-(ok, assecondiamola) beh signora che le devo dire, se non ne ha bisogno, meglio così.
- non è che non è ho bisgono, io sto carica di soldi!!! mi sa che ce n'ho più di voi signorì.

avrei voluto rispondere "più di me di sicuro!" ma mi sono limitata a mostrarmi solo un tantinello irritata
- beh singora, il nostro è il primo gruppo bancario d'Italia, a me fa piacere che lei sia ricca, ma forse è meglio stare coi piedi per terra.
sapete cosa ha risposto lei?
- AHAHAHAHAHAHAAHHHAHAAHAHAHAHAHHAHHAHAHAHAHAH
AHHAHAHAHAHHAAHHHAHAHAHAAHAHAH


ora le cose sono due: o la signora era sotto l'effetto di stupefacenti oppure era in preda a un acrisi di nervi.
a proposito di crisi... ma dov'è?

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venerdì, 16 ottobre 2009

questo è il mio problema...

"Le fantasie non devono essere mai realistiche".
Quando otteniamo ciò che vogliamo, non lo vogliamo, non possiamo volerlo più.
Perchè il desiderio continui ad esistere deve avere i suoi oggetti eternamente assenti... Non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa; il desiderio, infatti, alimenta solo fantasie utopistiche.
Questo è quello che intende
Pascal quando dice che noi siamo veramente felici solo quando sogniamo ad occhi aperti la futura felicità o perchè diciamo "Vale piu la caccia che la preda" o "Stai attento a ciò che desideri" non perchè lo otterrai, ma perchè sei destinato a non volerlo più una volta ottenuto.
Lacan disse che "Vivere secondo i desideri non renderà mai felici".
Per essere umani, bisogna vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali. P
er essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello che desideravate, ma in base ai piccoli momenti di integritá, compassione, razionalitá, a volte anche di sacrificio, perché alla fine, se vogliamo davvero misurare il significato della nostra vita, dobbiamo dare valore alla vita degli altri.
"

tratto da "la vita di Davd Gale".
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sabato, 10 ottobre 2009

Relax. Don't do it!

Esco per fare la spesa, ma prima mi fermo a far benzina e ne approfitto per comperare le sigarette.

-buonasera (sorriso) un pacchetto di Pall Mall azzurre, per favore

un pacchetto argentato.

-no, guardi. (altro sorriso) azzurre!

-sì, sì. Queste sono azzurre.

-no, queste sono argento!

-eh lo so. (stavolta se la ride lui) anche io ho avuto la stessa reazione quando stamattina mia moglie le ha riportate. Hanno cambiato il pacchetto.

- ah!! (ops!) È vero, c’è scritto Pall Mall Miami. Mi scusi. (sorriso imbarazzato) grazie.

- ecco il resto.

- sì, giusto, grazie ancora. buonasera.

Chi mi conosce di persona sa bene quanto poco amichevole potesse essere quel “no, queste sono argento!” insomma ho fatto una brutta figura e questo mi ha indisposto parecchio.

Vado al supermercato, prendo tutto il necessario e mi dirigo alla cassa. Una fila chilometrica. Ah già! È sabato, la gente fa rifornimenti nel caso la terza guerra mondiale scoppi domani.

Arriva il mio turno. Inizio ad infilare la roba in busta facendo attenzione a come sistemarla (robe pesanti sotto, robe fragili sopra) il cassiere, un velocista dello scontrino, attende i soldi. Lo guardo con aria vagamente stizzita come per dire “aiutami pezzo di deficiente” seee figurati! Vuole solo i miei soldi. Come sempre.

Salgo in macchina e mi avvio verso casa, rimango imbottigliata in centro.

Ah già! È sabato, il corso è chiuso per permettere ai ragazzi di “farsi le lastiche” (termine giuliese derivante da “elastico” per indicare la passeggiata su e giù per il corso in un moto che nei miei ricordi sembra perpetuo).

Ma tu guarda, penso, fino a una decina d’anni fa (ok,ok, facciamo 15) il sabato pomeriggio mi preparavo anche io per andare sul corso per incontrare gli amici o nella speranza di vedere il ragazzetto che mi piaceva o per cazzeggiare in tranquillità. Ora il sabato pomeriggio vado a fare la spesa, m’innervosisco se c’è fila alla cassa, mi ritrovo a fumare nervosamente cercando di capire quale assurda manovra sta compiendo questo cretino con la Passat davanti a me e maledico l’amministrazione che mette cordoli di rallentamento alti 20 cm.

Poi, a un tratto, la radio mette una canzone del 1975 (autore non specificato, prendetevela con Virgin Radio) una cosa in stile Creedence Clearwater Revival, il traffico si sblocca, riparto e vedo una coppia che si scambia un bacio davanti alla vetrina al neon del distributore automatico del latte fresco di giornata e penso che in fin dei conti la vita è bella. Forse dovrei soltanto rilassarmi un po’.

 

 

p.s. persa in questo pensiero positivo, assolutamente inusuale per me, arrivo a casa e mi accorgo di aver dimenticato la ricarica per il cellulare.

come volevasi dimostrare, il relax non fa per me.

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sabato, 03 ottobre 2009

solo per coraggiosi

voi non avete idea di quanto mi piacerebbe conoscervi tutti e frequentarvi dal vivo, proprio come faccio con gli amici di aNobii. Potremmo organizzare insieme cene (e te pareva), serate a chiacchierare (chissà se saremmo simpatici come lo siamo sul piano virtuale), giochi di ogni genere (no, Stefano, non "quel" genere). Sarebbe davvero bello. se solo abitaste un po' più vicino tutti... vi passerei a prendere io con la mia meravigliosa punto celeste... ah a questo proposito è meglio che vi avverta: io guido più o meno così...

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giovedì, 17 settembre 2009

credo di essere posseduta

è notte e cazzeggio davanti al computer con un senso di insoddisfazione. sono sul mio blog, mi metto a gironzolare tra i vecchi post e guarda cosa mi capita tra le mani.
un mio vecchio post, forse il più bello che io abbia mai scritto.

Il problema è che non sembra scritto da me. Eppure l'ho scritto io. Ricordo esattamente il momento in cui ho scritto la prima frase, solo quella, poi... il buio.
Stato di trance?
Possessione demoniaca?
L'ormai famosa demenza senile?
bah... non saprei.
ci devo pensare. Eppure è strano...
io non dimentico mai le cose che scrivo.

COMUNQUE...
a giorni su questo blog per la serie "Confessions on a virtual floor" intervista a Luca Azzolini perduto nelle nebbie di chissà quale posto, ma ripescato da me per voi!
naturalmente è una delle mie interviste...
stay tuned!



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lunedì, 20 luglio 2009

non è facile dire addio

"La morte di un amico ti segna, anche se non ne sei responsabile, anche se non avresti mai potuto fare nulla per impedirla, anche se in quell’istante, mentre lui abbandonava il mondo, non hai percepito alcun segno. Dov’è lui adesso? Mi sta guardando mentre scrivo e penso a lui? Riesce a sentire dentro di me tutte le cose che non gli ho mai detto? Riesce a vedere il dolore nascosto dietro il muro del silenzio? Scrivo quello che mi viene in mente e vorrei che lui mi rispondesse. Sei più felice ora che hai smesso di soffrire? Ci puoi vedere dal posto dove sei adesso oppure ti hanno già assegnato un’altra destinazione? Ci rincontreremo un giorno oppure quando sarà il mio momento tu sarai di nuovo in questo mondo inconsapevole della tua vita passata? Perché non mi rispondi? Non vuoi? Non puoi? Sarebbe bello sentire la tua voce ancora, non per un’ultima volta, no. Vorrei continuare a sentirla per sempre. Vorrei che tu trovassi un modo per venirmi a trovare di nascosto e continuare a crescere con me. Non lo direi a nessuno. Sarebbe il nostro segreto. Se non potrai sentire la mia voce starò zitta e ascolterò quello che tu avrai da dirmi ogni giorno. Forse mi parlerai delle nuvole oppure dell’immensa pace che regna nell’infinito. Chiedo troppo, vero? Il prezzo della tua vita è stato il dolore ch’essa ti ha causato e questo silenzio è il prezzo della tua pace. Chi sono io per poterti chiedere di cercare ancora questa vita anche solo nei ricordi sapendo quanto sono intrisi di sacrificio e pena. Allora vai amico mio e non voltarti. Imparerò a non essere egoista a non voler più ascoltare la tua voce. Farò tesoro di ciò che mi hai dato e imparerò per il futuro a non tenere dentro nulla perché ciò che non vuoi condividere con un amico non vale la pena d’essere vissuto. Magari un giorno ti ritroverò in qualche posto, in occhi sconosciuti, sotto cieli lontani, nella meravigliosa tranquillità di un albero solitario che cresce forte e sereno perché forte e sereno sei stato tu in vita."


ciao Alfredo

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mercoledì, 27 maggio 2009

Tolleranza Zero

chi mi conosce sa quanto io sia intemperante, facilmente tendente alle incazzature. bene.
questo è il classico periodo in cui su 10 cose 8 non vanno bene, sempre secondo i miei restrittivi parametri.
ieri ho terminato la lettura di "American Gods" di Neil Gaiman, da tutti osannato e definito un libro praticamente "cult". a me non è piaciuto affatto, l'ho trovato noioso, macchinoso, esagerato e a tratti difficile da capire (ma qui forse è colpa delle mie scarse capacità). ora mi butto su un grande classico che spero non mi deluderà "Ivanhoe".
altro capitolo nero di questi giorni: il caldo massacrante.
33°/35°+l' umidità dovuta alla presenza del mare+i turisti e gli sfollati che riempiono le strade+tante altre piccole scocciature mi stanno rendendo la vita infernale. quindi basta. non dico altro. esco, vado a cercare qualcuno con cui litigare.
se ne avete voglia fatevi sotto.
postato da: naeel alle ore 12:41 | link | commenti (6) | commenti (6)
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