Mi chiamo Aisha ho 31 anni. Sono arrivata in Italia nel 1993 avevo 15 anni, ho vissuto a casa di mio zio Faruk in un paesino vicino Viterbo dove ho frequentato le scuole italiane. Mi hanno accolto tutti a braccia aperte, forse per il mio temperamento mite, forse perché sono sempre stata considerata molto bella, non saprei e m’interessa solo relativamente. La bellezza è, come tutte le cose nella mia vita, un mezzo per compiere la mia missione. Vivere all’occidentale mi piace, anche se non capisco come possa esistere civiltà in una società con dei valori così marci, in cui la religione è così permissiva da concederti qualunque cosa salvo poi pentirtene ed essere perdonato, in cui le donne vivono in uno stato di dissoluzione che chiamano libertà, in cui gli uomini non hanno rispetto delle gerarchie e di Dio.
All’età di 20 anni mi sono trasferita nella capitale, ho affittato un appartamento e mi sono iscritta alla facoltà di scienze della comunicazione dell’università di Roma, mi facevo chiamare Letizia. Studiavo con profitto, avevo bisogno di una laurea perché per arrivare dove dovevo arrivare non basta solo essere belle.
A 26 anni mi sono laureata col massimo dei voti, ma trovare un lavoro è stato impossibile.
I miei contatti in Patria continuavano a scrivermi ricordandomi il motivo per il quale Allah mi ha voluto a questo mondo e mi inviavano i soldi necessari al sostentamento.
Dovevo trovare un modo di avvicinarmi al mio obbiettivo, la via più facile e sicura era davanti a me, riflessa nello specchio. Un bel corpo, una discreta dialettica e un’indole docile.
Ho iniziato a frequentare gli ambienti “bene” della capitale, dopo qualche tempo e tramite le giuste conoscenze, sono arrivata a “Pigi”. Il suo vero nome è Pierluigi Brindisini, è un imprenditore del Sud, ma ciò che più importa è che frequenta Villa Galbani e Palazzo Ragnoli.
Sono stata a casa sua un paio di volte, altre, invece, ci siamo incontrati a Roma o alle feste. Dopo 6 mesi mi ha fatto la proposta: una festa privatissima a villa Galbani, ci sarà solo Milvio e il suo “menestrello”. Non dovrò fare nulla, solo divertirmi ed essere carina con “lui”.
Trovo estremamente stupido che un uomo pubblico che ricopre un ruolo così importante abbia permesso che le sue debolezze fossero davanti agli occhi di tutti. Beh, se Allah vuole, questa sarà la sua rovina..
Io e le altre ragazze saremmo dovute partire per
Il termine “villa” è decisamente riduttivo, la casa in sé era enorme, due piscine, un parco immenso con sentieri che si snodano su prati all’inglese e si intrecciano nel fitto dei boschetti. Davvero quello che voi chiamereste un Paradiso.
Lui arrivò a ora di pranzo, indossava camicia e pantaloni di lino bianco. Con tutte quelle spiegazzature aveva un’aria quasi sbarazzina. Mangiammo tutti insieme e “lui” non si risparmio in canti e barzellette. Nel pomeriggio fece chiamare tre di noi e facemmo insieme una lunga passeggiata nel parco della “reggia”, perché questo sembravamo: un Re con le sue concubine, sciocche ragazze la cui massima ambizione era quella di finire in televisione a mostrare le loro grazie. Io ero diversa, per questo fu attratto da me. Al rientro dalla passeggiata mi raggiunse nella mia camera e io mi preoccupai di farmi trovare in accappatoio pronta per una doccia. Ci sedemmo sul letto e mi chiese di parlargli della mia vita, del mio cognome straniero, delle mie ambizioni, delle mie passioni.
La mia laurea da 110 e lode sortì l’effetto desiderato, mi propose di lavorare in una delle sue aziende o se avrei preferito, vista la mia bellezza, avrei potuto persino lavorare in TV. Gli spiegai che puntavo a una carriera professionale più duratura e stabile, mi propose di entrare in politica.
Gli dissi che ci avrei pensato su e lo ringraziai con una gentile carezza carica di doppi sensi.
Prima di cena, mentre stavo chiacchierando con altre ragazze in un salotto nel portico, venne un inserviente e mi consegnò un biglietto. Non ricordo le parole esatte, ma ho stampata nella memoria la firma, la “M” di Milvio aveva le stanghette allungate e in sostanza il contenuto era una breve proposta: non ripartire quella sera stessa come le altre, ma rimanere sua ospite ancora per qualche giorno.
Attesi di vederlo per poter rispondere al suo invito. Quando fummo finalmente soli, anche se per pochi minuti, gli spiegai che dovevo per forza rientrare a Roma per impegni improrogabili, ma che avrei gradito rivederlo al più presto. Mi disse che non sarebbe mancata l’occasione e che la prossima volta avremmo parlato della mia futura carriera politica perché “c’è sempre bisogno di ragazze giovani, carine e in gamba in un governo”. Con la parola “governo” mi aveva lanciato un evidente messaggio subliminale.
Avevo previsto sin dall’inizio un secondo incontro e pensavo che sarebbe stato sempre a villa Galbani, ecco il perché di tutte le mie precauzioni, invece stavolta ci saremmo visti a Roma nella sua residenza di Palazzo Ragnoli.
L’incontro è previsto per stasera e già so come andrà, perché so cosa vuole lui da me e so cosa io gli darò.
Ho parlato con Pigi, organizza tutto lui, mi ha chiesto di portare una busta a Milvio, cosa ci sia dentro lo ignoro, ma ho colto la palla al balzo per evitare di farmi perquisire all’entrata. Mi ha assicurato che farà in modo che i gorilla stiano buoni.
Ho appena preparato la borsa. Dentro c’è tutto l’occorrente: la busta di Pigi e un pacchetto che sono andata a ritirare ieri mattina dal mio contatto Hamed. Il piccolo telecomando è nella tasca della mia giacca firmata.
Infine, se Allah vuole, “lui” sarà punito per la sua immoralità e io raggiungerò la gloria!

Oggi la chiesa festeggia San Giorgio, come tutti sapete questo Santo è il protettore dei Cavalieri, non posso quindi esimermi di parlare del cavaliere più famoso d’Italia.
È di oggi la notizia che il Presidente del Consiglio del nostro Paese ha avuto l’ennesima trovata geniale.
Durante il consiglio dei Ministri tenutosi stamane nella scuola della Guardia di Finanza di Coppito (AQ) ha annunciato la decisione di svolgere la riunione dei G8 (le otto maggiori potenze del pianeta) nella città dell’Aquila.
Ora, già era poco chiaro il motivo per il quale abbia dovuto trasportare il consiglio dei Ministri nel capoluogo abruzzese proprio in questo periodo di emergenza in cui, come anche lui ha sostento, è meglio non ostacolare i soccorsi adesso ci si mette anche il G8… riuscite a immaginare cosa succede in una città che ospita un raduno di questo genere?
Centinaia di agenti di polizia che bloccano le strade e proteggono gli ospiti, decine di dimostranti che manifestano per questo o quest’ altro motivo, decine di persone dell’entourage dei capi di Stato, centinaia di addetti ai servizi di catering, hostess e stuard, decine di giornalisti di tutto il mondo e troupe televisive, qualche unità di rianimazione mobile e pronto intervento e infine (dato che a l’Aquila non ci sono alberghi utilizzabili), macchine blu a non finire per trasportare i “grandi otto” nei loro alberghi (quali poi? Dato che in tutto l’Abruzzo non c’è posto letto disponibile!).
Insomma le conclusioni potete trarle da voi, secondo me sarà una dannosa baraonda che avrà come unico scopo quello di un buon ritorno pubblicitario in periodo elettorale. Sì, perché lui ci tiene a dire che non ha abbandonato gli aquilani, a questo proposito gli ricordo che in alcune tendopoli mancano ancora luce, acqua calda, bagni chimici e cucine da campo!
RICORDO CHE, QUALCHE GIORNO FA, BERLUSCONI HA INVITATO I POLITICI ITALIANI A NON RECARSI NELLE ZOEN TERREMOTATE PER NON OSTACOLARE I SOCCORSI, PERCHE’ DUNQUE ADESSO CI PORTA I POLITICI STRANIERI?
Che Silvio Berlusconi fosse una persona senza scrupoli si sapeva, che arrivasse a speculare così sulle disgrazie della gente dovrebbe far indignare il mondo intero.
Silvio fai schifo!


È da qualche giorno ormai che penso e ripenso alla storia di Roberto Saviano, m’informo e cresce dentro di me lo sconforto.
Io non l’ho neanche letto il suo libro, non l’ho neanche visto il film di Garrone e non mi preme farlo.
Quello che mi fa incazzare da morire è la consapevolezza del fatto che nelle regioni sottoposte alle mafie si è oltrepassato il punto di non ritorno. Si arrabbiano se li chiamano “terroni”, però fanno spallucce se li chiamano mafiosi o camorristi, questo perché per loro “la mafia non esiste”. Perché per loro il torto è dello scrittore, del divulgatore, di colui che ha solo scoperchiato il pentolone di Casal di Principe dicendo al mondo intero gli ingredienti di quella zuppa di sangue, droga e cemento.
Mi fanno schifo. Io vivo in una realtà tranquilla, un paesino di 22.000 abitanti (proprio come Casal di Principe) e so tutto di tutti, so che quell’imprenditore è il prestanome di quel politico, so che tal commerciante fa soldi truffando le assicurazioni, ecc… ovviamente sono cose “sentite dire” non sono certo atti di processi. Ma so. È possibile che loro non sappiano chi è il padrone delle loro vite?
Certo che lo sanno, lo sanno tutti. Una professoressa campana ha confessato in un’intervista che suoi colleghi (non lei eh, per carità!) promuovono i figli dei camorristi che a scuola neanche si presentano, falsano voti che da 2 diventano 8, e chissà quali altre nefandezze compiono in nome della camorra. Vabè, ho pensato, nell’estremo tentativo di trovare un senso a queste oscenità, sono persone di una certa età, senza più ideali, terrorizzate da una vita sprecata sotto il giogo della malavita, poi sono andata a cercare un punto di vista diverso: quello dei giovani. Ecco cosa ho trovato, è un’intervista fatta fuori al liceo scientifico di Casal di Principe agli studenti. Se la volete vedere è qui, comunque voglio trascriverne i punti salienti
La giornalista chiede agli studenti se conoscono Saviano, ecco la risposta di una biondina che chiameremo “la non-vedente”:
S: l’unica cosa che sappiamo è che ora nessuno sta tranquillo.
G: perché, la camorra vi faceva stare tranquilli?
S: sì, stavamo tutti tranquilli.
G: però ha inquinato il territorio, spacciano droga…
S: ma non è vero! Non è vero proprio!
E poi un’altra studentessa, stavolta mora (segno che bionde o more, laggiù son tutte da buttare) questa la voglio chiamare “l’indolente”
G: ma allora la camorra come si fa a sgominarla? chi deve agire? Chi deve fare qualcosa, se bisogna fare qualcosa…
S: secondo me, non bisogna fare niente perché a noi non dà nessun fastidio!
Ora è la volta di un ragazzo che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, questo qui sono indecisa se chiamarlo “l’opportunista” o “l’ingenuo”
S: Io ammiro il coraggio che ha avuto Saviano a parlare, ma non lo doveva fare, perché adesso noi ragazzi ci troviamo con 3 o 4 posti di blocco davanti al liceo ogni mattina!
G: sì ma l’esercito è arrivato dopo i 16 morti in 5 mesi, non li ha fatti Saviano quelli, no?
S: sicuramente non li ha fatti Saviano, ma ha attirato l’attenzione su Casal di Principe perché se prima non ci conosceva nessuno ora ci conoscono tutti solo per il nostro aspetto negativo, perché se venivano un mese prima vedevano tutta la popolazione a portare
Infine arriva quello (ce n’è sempre uno) che la sa più lunga di tutti, lui è, senza dubbio “il complottista”
S: Saviano è una pedina in mano allo Stato, è stato sfruttato e poi abbandonato. Verrà ucciso dai servizi segreti e la colpa ricadrà su di noi!
Non c’è speranza. E vabè, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Se vogliono aiuto possono chiederlo (come hanno fatto diversi imprenditori), ma finché si ostineranno a non capire che sono servi della gleba, che basta alzare la testa e guardare il loro vassallo, pronunciare il suo nome maledetto per liberarsi dalle catene, che basta farlo tutti insieme… finché non succederà questo, quelle regioni dell’Italia saranno sempre un peso per la società civile.
Nel frattempo la gente come Roberto Saviano sarà costretta a fuggire all’estero per potersi riprendere la sua vita…vi consilglio questo articolo
Tra le sorprese dell’estate ce n’è una che mi ha colpito molto positivamente.
Non si tratta di un essere umano, neanche dell’ennesimo locale, o del cocktail alla moda, no, si tratta di un giornale. Il suo nome è INTERNAZIONALE e l’ho scoperto grazie a una delle mie amiche che lo legge già da un po’. Ora vi spiego di cosa si tratta. È un settimanale che pubblica il meglio della stampa estera, nomi noti e meno noti delle principali testate giornalistiche straniere che ci svelano le questioni internazionali viste dai vari paesi e i problemi di una nazione visti da dentro e fuori i suoi confini.
Inutile dire che l’Italia ne esce sempre sconfitta, inutile dire che i nostri politici (il nano truffolo in particolare) ci fanno fare sempre figure del cavolo, inutile dire che all’estero ci prendono per il culo a tutto spiano, sappiamo che è così anche senza leggere giornali importanti. La cosa che più mi ha colpito è stata la facilità comunicativa di questo giornale: tutti gli argomenti commentati nel dettaglio, con la spiegazione di nomi e luoghi (sconosciuti a chi non vive una questione in prima persona) rendono la comprensione del problema davvero semplice pur senza intaccare la professionalità del reporter. Voltando le pagine ci si ritrova catapultati in giro per il mondo e se non interessa quel paese e i fatti che lo riguardano, basta voltare pagina ancora. Ovviamente non manca il posto per gli aggiornamenti più "leggeri" tipo classifiche dei libri, dei dischi, dei film, oroscopi ecc... Insomma, davvero un bel fiorellino nato tra le macerie dell’informazione cartacea e televisiva italiana. Ovviamente sta al lettore, e alla sua volontà di ragionare, la capacità di approfondire i temi scottanti della politica e dell’attualità internazionale, senza recepirli passivamente, come purtroppo spesso accade soprattutto a coloro i quali amano leggere solo le testate politicamente schierate. Insomma di certo l’unico giornale che consiglierei. Se volete ulteriori informazioni cliccate qui