Benvenuti al consueto appuntamento con l’angolo delle interviste.
La protagonista della puntata odierna è un personaggio molto particolare, uno di quegli ospiti che si possono definire “difficili da gestire”. È una donna dal passato oscuro e dal futuro ancora avvolto nell’ombra, una donna che cela molti segreti, capace di sollevare a suo piacimento la sottile cortina che separa il reale dal fantastico e piombare senza troppi complimenti nel nostro mondo. L’abbiamo vista cambiare abbigliamento, aspetto e alleati. L’abbiamo criticata per un’interpretazione non abbastanza efficace nel primo episodio, ma oggi siamo pronti a complimentarci con lei per la sua riuscita presenza nel capitolo conclusivo di “Prodigium - L’Acropoli delle Ombre”.
bene, non mi resta altro che introdurvi l’ospite di oggi.
Signore e Signori direttamente da Synapsis… Lady Naeel… (applauso)
Buonasera Lady Naeel e benarrivata. Complimenti per il vestito, il nero Le dona molto, prego si accomodi pure. La trovo in splendida forma.
Ma quanti complimenti! Buonasera a tutti. Credo sia meglio darsi del tu, non voglio continuare a dare l’idea di essere una donna altezzosa, inoltre ho saputo che portiamo lo stesso nome.
Sì, infatti, ma io non sono una Lady… eheh
Me n’ero accorta, cara.
Allora, innanzitutto complimenti per la tua ultima fatica, non ho sentito che critiche positive.
Sì, ma alle anteprime è sempre così, intendiamoci, non che le eventuali stroncature mi spaventino, è solo che preferisco restare coi piedi per terra. La vita mi ha insegnato che non bisogna mai cantare vittoria troppo presto perché c’è sempre qualcuno pronto a colpirti alle spalle. La feccia della società indossa le maschere più credibili.
Proprio come ti è accaduto in questo secondo film?
Non dirmi che avevi colto l’allusione? Sconvolgente!
A proposito di “Prodigium l’Acropoli delle Ombre”, è stato più facile rispetto al primo episodio?
Assolutamente più difficile, innanzitutto è stato molto stressante sul piano fisico, dovevo sottopormi spesso a lunghe ore di trucco e parrucco a causa di esigenze di copione, infatti il regista, Lord Hawk, ha preferito alla morte del mio personaggio una dannazione eterna nei panni di una vecchia megera a cui manca qualche venerdì.
Come mai questa scelta?
Tesoro, dovresti chiederlo a lui. Ma risparmia il tuo tempo, non te lo dirà mai.
E com’è stato ritrovare gli altri personaggi? Vi siete tenuti in contatto durante la pausa tra i due film?
Ammetto che c’era qualcuno che poteva essere interessare da “contattare”, ma poi altri impegni lavorativi mi hanno portata lontano da Synapsis. Comunque appena sono arrivata sul set sono stata felice di scoprire che avrei girato solo poche scene con quei quattro novellini. Non per essere snob, figuriamoci, è solo che la gente melensa mi irrita. Poi quest’anno una delle poppanti… ops! Pardon... una delle ragazzine, si è portata dietro anche il fidanzatino e appena il regista chiamava una pausa, correvano subito a sbaciucchiarsi, ovunque fossero, in spiaggia, nel bosco… scene letali per la mia glicemia.
Fortunatamente c’era anche qualcuno più professionale. Con Ravnakor avevo già lavorato in passato e devo ammettere che dopo il ruolo di Gordha che gli è valso “il neurone d’oro” come migliore attore, è migliorato tantissimo, un vero professionista anche se tende ad immedesimarsi un po’ troppo, correndo inutili rischi. Se cogli il riferimento anche stavolta ti propongo come Gran Duchessa!
Poi c’erano tutti gli altri attori del primo episodio,
In questo secondo capitolo della saga hai un’entrata in scena di forte impatto, la domanda è: anche se sappiamo bene che sei una professionista, non è difficile affrontare le scene d’intimità?
Bah… in realtà non c’è stata nessuna scena intima, non davanti le telecamere almeno ;-) e di certo non con il Gran Duca. In effetti a questo proposito il copione mi ha dato qualche problema, mi spiego, la scena del bacio con la cinta non sarebbe dovuta finire così, solo che il regista ignorava un piccolo particolare: a me non piace essere baciata.
A proposito del regista, Lord Hawk, come sono i rapporti tra di voi?
Come direbbe lui: HUM…
Scherzi a parte, ciò che pensa lui di me lo ignoro, ma se mi ha scelto avrà avuto i suoi buoni motivi. Quello che io penso di lui invece è che, un po’ per genio un po’ per sregolatezza, il nostro caro regista è decisamente l’uomo più irritante, scontroso, freddo, lunatico, capriccioso, isterico, irascibile ed egoista che io abbia mai conosciuto, d’altronde, quelli che vi ho appena elencato sono i motivi per i quali ho accettato di farmi dirigere da lui. Ad ogni modo sul set è sempre regnata l’armonia, naturalmente in quantità minime sindacali, considerando il caratterino di cui sopra.
Quali sono stati i momenti più divertenti della realizzazione di questo film?
Beh, dal momento che spesso abbiamo lavorato senza canovaccio, basandoci solo sull’improvvisazione, si sono create diverse circostanze che ricordo con piacere, situazioni e frasi che hanno ispirato il maestro che le ha poi sapientemente riportate su pellicola. Anche se, per quanto mi riguarda, le scene più belle sono state le crisi isteriche del nostro “piccolo Lord” Hawk, c’è un “non so ché” di appagante nel vederlo perdere le staffe.
Nessun rimpianto o dubbio riguardo questo lavoro?
Ti sembro il tipo di persona che si strugge nel rimpianto? Ecco, brava, vedo che hai capito. Dubbi sì, un paio. Ad esempio, dopo quasi due anni sotto la direzione artistica di questo regista non ho ancora capito come diavolo si fa una risata “sgangherata”. Se qualcuno qui è in grado di farmene un esempio sarò ben lieta di ascoltare e memorizzare.
E l’altro dubbio qual è?
... vorrei sapere cosa significa “qualcosa sta succedendo, il mio amore ha un piccolo segreto” anche in questo caso gradirei l’aiuto dei qui presenti. Il nostro caro regista è famoso per essere una creatura sibillina. Comunque ciò che è fatto è fatto e il mio personale bilancio è positivo.
Ora purtroppo mi vedo costretta a salutarvi, ho degli impegni a Sanct ehm… Synapsis.
grazie ancora per averci concesso questa intervista Lady Naeel, spero vorrai tornare presto ad essere nostra ospite, per noi sarà un piacere enorme.
Non dirlo, cara. Addio!

"Bene, ottimo lavoro" ho ringraziato mentalmente il mio infiltrato a Lucca. "ora vediamo come ha agito il nemico" apro il libro



Un paio di giorni fa ero in un autogrill e camminando finisco di fronte a uno scaffale di libri. I grandi classici della letteratura. Copertine rigide e nastro segnalibro rosso. C’erano: l’inquietante Conte Dracula, i cavallereschi Tre Moschettieri, i gerarchici Malavoglia e poi c’era un romanzo che ho sempre snobbato, Cime Tempestose. “Uff”, mi son detta, “sto libro mi torna sempre davanti.” Lo prendo in mano, è perfetto, neanche una piega nel copricopertina (strano per essere un libro da autogrill). Lo volto e il prezzo mi sorride, € 4,90. sai che ti dico? Voglio proprio vedere perché tutti lo elogiano, sarà la classica storia d’amore travagliata. Ok, 5 € per saperne di più ce li spendo.
Beh non avrei mai pensato di trovare in Cime Tempestose (Wuthering Heights, scusate ma il nome in inglese è irresistibile!) una trama così sentimentalmente difficile. Non esiste un solo personaggio in tutto il libro che possa essere definito “assolutamente buono” o “giusto”. Tutti passano sotto i riflettori e chi più, chi meno, si fanno odiare e poi amare e poi di nuovo odiare e così via. Tutti. È proprio questo altalenare di sentimenti che ho provato per i personaggi l’aspetto che più di ogni altro mi rende adorabile questo libro, unito alle scelte dei protagonisti che stupiscono ogni volta.
Purtroppo ho commesso un fatale errore: ho letto la biografia dell’autrice. Che c’è di male? beh che, come accadde anni fa per Orwell, ciò che so adesso (dopo aver conosciuto il contesto socio-culturale dell’autrice) non mi permette di privare l’opera della sua straordinarietà paragonata alla cultura dell’epoca e al fatto che Emily Brontë fosse figlia di un prete, cresciuta in un collegio sottoposta a una ferrea disciplina e nonostante ciò capace di creare un universo di personaggi così prepotentemente vivi e verosimili anche nella loro violenza (che, suppongo, per Emily fosse un universo sconosciuto).
Perché è tanto speciale questo libro?
Beh, a mio modestissimo parere è straordinario perché presenta una storia d’amore meravigliosa. Meravigliosa perché mai consumata. Meravigliosa perché consuma i protagonisti.
Questo amore impossibile nasce e cresce insieme a due ragazzini tirati su come fratellastri, lei ricca, sfrenata e capricciosa, lui orfano ribelle e aggressivo. Si amano in modo tanto esclusivo quanto segreto (ignoto a entrambi), fino a che lei non decide di fare una scelta che va contro la sua felicità a favore della stabilità economica e sociale.
Lui scappa e quando torna, dopo 2 anni, vuole riaverla. Basta aver letto cinque righe della descrizione di Heathcliff per capire che la sua determinazione potrebbe arrivare a qualsiasi cosa.
I due sono due identiche facce della stessa medaglia, fatti dello stesso materiale, entrambi affascinanti (anche se di bellezza vera e propria l’autrice non parla mai), entrambi senza pietà e inseparabili.
Il vero protagonista del romanzo è lui, Heathcliff anima oscura e tormentata il più odiato e il più amato. È determinato a riprendersi ciò che è suo, peccato che Cathy non sia più sua. Dopo un lungo esaurimento (dovuto al ritorno di Heathcliff, del quale è ancora innamorata) e una gravidanza, Cathy si ammala e muore. Da questo momento lui si trasforma nella versione tetra e spietata del “Conte di Montecristo” e tramite mille giri e raggiri, usando le persone e i fatti a suo favore riesce ad ottenere tutte le proprietà (per una rivalsa materiale) e le persone (per una rivalsa morale) che hanno avuto a che fare con la sua vita e quella dell’amata, per vendicarsi di averla perduta.
Dice Cathy confidandosi con la governante Ellen:
“il mio amore per Linton è come le fronde di un bosco. Il tempo le cambierà, ne sono consapevole, come l’inverno cambia gli alberi… il mio amore per Heathcliff somiglia all’eterna roccia sottostante… fonte di scarsa gioia visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff. Lui è sempre, sempre nella mia mente… non come un piacere, non più di quanto io sia sempre un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere;”
Che dire della femminilità di queste parole, non sono forse sempre le donne che scelgono con raziocinio e gli uomini con l’istinto?
Dice Heathcliff parlando con Ellen della ormai defunta Catherine:
“possa svegliarsi tra i tormenti! Dov’è? non là, non in Paradiso (…) ho una preghiera soltanto e la ripeterò finché non mi si paralizzerà la lingua. Catherine Earnshaw, possa tu non riposare in pace finché io avrò vita! Hai detto che ti ho uccisa io… vieni dunque a perseguitarmi! Gli uccisi perseguitano i loro uccisori. Credo… anzi, so che sulla terra vagano i fantasmi. Stai sempre con me, assumi qualsiasi forma… fammi impazzire! Soltanto non lasciarmi in questo abisso dove non posso trovarti!”
Qui ero a un passo dalle lacrime… la disperazione crescente che all’inizio fa pensare alla rabbia pura, si trasforma nella più folle preghiera d’amore.
Credo ci voglia coraggio per descrivere un amore così, per non cadere nella trappola dell’happy ending. Per descrivere la crudeltà, non solo di un amore negato, ma della vendetta fine a se stessa che priverà il protagonista dell’ultima cosa con la quale occupava il suo tempo in attesa della morte: il tormento a se stesso e agli altri.
Sono molto soddisfatta da questa lettura.

Ieri sera ho visto per la prima volta il film “timeline” basato sull’omonimo romanzo di –michael Crichton. Avevo sentito parlare di questo libro dopo aver letto Hyperversum di Cecilia Randall che mi è piaciuto davvero tanto. Ne parlavano in rete delle persone che sostenevano che la scrittrice italiana avesse copiato “pari-pari” la storia di Crichton. Premetto che non essendo riuscita a trovare Timeline in libreria (è piuttosto vecchiotto) ho desistito dall’intento e mi sono letta i 2 successivi libri di Hperversum. Mi sono piaciuti proprio tanto. Tanto da affibbiargli un giudizio ottimo nella mia libreria di anobii.
Ieri sera…. L’ecatombe.
Inizio a vedere il film e mi ritrovo davanti la stessa trama di Hyperversum, stesso periodo storico (con uno sfallo di un centinaio d’anni) stessa situazione bellica (gli inglesi contro i francesi nella guerra dei cent’anni) stessa location (francia) e ovviamente, stessi viaggiatori del tempo. Ok, mi dico, ci potrebbe stare ma il mio naso già si storceva convulsamente. Dopo neanche 15 minuti dall’inizio del film il protagonista e i suoi amici vengono coinvolti in una fuga da una giovane fanciulla che si scopre poi essere una nobildonna francese che tenta (chissà perché e chissà per come) di fare
Evvabbè c’ho preso la sola, potevo risparmiarmi i soldi dei libri e affittare il dvd (a saperlo prima che esisteva ‘sto film). Quello che non capisco è come possano gli editori pubblicare delle storie che sono PALESEMENTE degli scopiazzamenti di altre opere.
A volerla dire tutta non è che il film sia tutto ‘sto granché, anzi… è pieno di fantasiose licenze cinematografiche, storiche e geografiche. Dai nomi anglofoni delle località francesi, a riferimenti a cose avvenute 335 anni dopo!!!
Insomma, data la grande ignoranza che vige sul medioevo, pare che chiunque si possa svegliare e decidere di ambientare un film in quell’epoca (tanto chi se ne accorge se su uno scudo ci disegniamo dei fiorellini? O addirittura una croce!!!!!)
Vabè vi lascio a una delle poche cose serie viste in tv sul meraviglioso Medioevo! (anche se non capite l’inglese, guardatelo)
lascio qui di seguito le mie impressioni sull'ultima fatica letteraria di Francesco Falconi il romanzo PRODIGIUM i figli degli elementi, anche ribattezzati da me "i 4 sfigati der quartierino" vabè... procediamo
SE NON AVETE LETTO IL LIBRO E' MEGLIO CHE VI FERMIATE QUI. ANZI NO, PERCHE' DOVRESTE PERDERVI L'ULTIMA FRASE ;-) TRANQUILLI è INNOCUA
bello, senza dubbio. Ok, il più bello che il nostro pennuto abbia mai scritto. La storia è finalmente diversa, senza dubbio interessante, intrigante e stimola la lettura (anche del secondo, anzi soprattutto del secondo). Mi è piaciuta molto la visione a tratti cinematografica. La trama è convincente anche se a volte sembra prestarsi al paragone con cose già viste. Non cerca di impressionare con inutili fronzoli linguistici, ma lascia che sia la storia da sola a colpire l’immaginazione e la curiosità (o, se preferite, la fantasia) e ci riesce. Sebbene il libro abbia come filo conduttore l’amicizia tra i quattro protagonisti e la loro maturazione, permane durante tutta la lettura un’atmosfera di sana e gustosa diffidenza nei confronti di molti dei personaggi, della possibilità di un tradimento o di un ribaltamento del fronte bene/male, che tiene alta l’attenzione e non fa impennare la glicemia
. Il "ragazzo" conferma, in questo libro, la capacità di disegnare i personaggi non solo primari, ma anche secondari con poche efficaci pennellate. Devo ammettere (non senza fastidio) che ci sono dei momenti davvero piacevoli dati da particolari fotografici o da divertenti giochi di parole o battibecchi tra i protagonisti. Ho notato che rispetto a E2, che di per sé rappresentava un miglioramento rispetto al libro che lo ha preceduto, c’è stato ancora un miglioramento. Ci sta abituando bene. Meglio, non sopporto gli incapaci!
P.S. volevo solo precisare, ai lettori del libro, che io non mi sognerei MAI di abbinare un vestito rosso ad uno smalto viola… non oso pensare agli accostamenti cromatici dell'abbigliamento del falco…vabè problemi suoi!
Tirando le somme mi viene da pensare che a vedere questa sua continua crescita potrebbe sembrare che stia diventando uno scrittore di quelli bravi davvero, ma l’apparenza, come sempre, inganna. AHAAHAHAHA