martedì, 03 novembre 2009

c'è poco da fare, la gente mi ama!

I grandi amori si annunciano in un modo preciso. Appena la vedi dici: "chi è questa stronza?"
- Ennio Flaiano

praticamente 2/3 delle persone che mi conoscono mi amano!



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categorie: about me, punti di vista, sdoppiamenti di personalità
domenica, 18 ottobre 2009

The Resistance personalissima mini-rece

oggi ho finalmente avuto il tempo di ascoltare per intero l'ultima fatica dei Muse.
Già famosi da un bel pezzo, io mi sono avvicinata ai Muse grazie al video del primo singolo lanciato: "Uprising". Sarò scontata ma è davvero un pezzo accattivante, due minuti e canti il ritornello.
Ciò che mi stupisce oggi e che mi porta a parlare di questo album è il fatto che ascoltandolo per intero mi sono resa conto che è un meltin' pot di generi musicali davvero ben riuscito. non è facile attraversare il rock, il synth pop, la classica, l'R'nB, il metal e Dio solo sa cos'altro rimenendo illesi, eppure questi ragazzi ce l'hanno fatta.
Naturalmente i puristi vedranno male questa apertura a una gamma musicale più vasta, ma bisogna ricordarsi che la musica è arte e che l'arte è sperimentazione, se poi l'esperimento riesce, bene!
Certo è inevitabile durante l'ascolto pensare al richiamo ad altri gruppi, ma c'è un tocco "diverso"  che ende il paragone nullo.

la prima canzone UPRISING è un inno alla rivoluzione intessuto su base synth rock, con un ritornello a dir poco accattivante che strizza l'occhio (e anche l'orecchio) al primo ascolto. Pezzo decisamente potente, ma anche melodico nel modo in cui Bellamy spalma le sillabe del ritornello.
RESISTANCE è un pezzo strano, (mi fa pensare a qualche cosa dgli anni ottanta, ma non ricordo cosa) è strano perchè sembra composto da tre segmenti di struttura completamente diversa (ripetuti de volte) ma incollati a dovere per ottenere un effetto lento veloce che fa da perfetto trampolino al ritornello "love is our resistance" e poi con una frase così bella...
Ammetto di esser rimasta un po' a bocca aperta qundo ho sentito l'inizio di UNDISCLOSED DESIRES, pensavo fosse impazzito lo stereo e fosse sbucata dalle casse Rhianna!!! non aggiungo altro.
UNITED STATES OF EURASIA una canzone che Freddy Mercury sarebbe stato contento di cantare. ne sono certa. è in pieno stile Queen e che male c'è? non è da tutti avvicicnarsi a un mito. In questo pezzo c'è davvero di tutto: il piano classico con il notturno di Chopin, un adorabile ritornello indianeggiante poggiato sulla chitarra, poi cori, chitarre, batterie a go go. da ascoltare senza questioni.
GUIDING LIGHT  nello stile mi fa pensare molto a Tom York.
UNNATURAL SELECTION bella partenza punk, ma senza storpiature di voce, menomale. Una spolveratina di chitarra ritmica fa pensare per un attimo al metal, per poi passare al blues e riacquistare ritmo in chiusura.
salto direttamente al gran finale tre sinfonie classiche che necessitano di un secondo e forse un terzo ascolto, ma piacevolissime anche per un orecchio poco raffinato come il mio.

per tirar le somme: è senza dubbio un album BELLO e pieno di sorprese.

se poi siete in una giornata in cui non sapete cosa andate cercando mettete su "The Resistance" e tra tutto quel po' po' di guardaroba musicale qualcosa che vi sta bene lo trovate di certo

p.s. un neo c'è: pessima pronuncia francese.....ma vabè sono giusto due paroline.

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categorie: musica, punti di vista, scelte
venerdì, 16 ottobre 2009

questo è il mio problema...

"Le fantasie non devono essere mai realistiche".
Quando otteniamo ciò che vogliamo, non lo vogliamo, non possiamo volerlo più.
Perchè il desiderio continui ad esistere deve avere i suoi oggetti eternamente assenti... Non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa; il desiderio, infatti, alimenta solo fantasie utopistiche.
Questo è quello che intende
Pascal quando dice che noi siamo veramente felici solo quando sogniamo ad occhi aperti la futura felicità o perchè diciamo "Vale piu la caccia che la preda" o "Stai attento a ciò che desideri" non perchè lo otterrai, ma perchè sei destinato a non volerlo più una volta ottenuto.
Lacan disse che "Vivere secondo i desideri non renderà mai felici".
Per essere umani, bisogna vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali. P
er essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello che desideravate, ma in base ai piccoli momenti di integritá, compassione, razionalitá, a volte anche di sacrificio, perché alla fine, se vogliamo davvero misurare il significato della nostra vita, dobbiamo dare valore alla vita degli altri.
"

tratto da "la vita di Davd Gale".
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categorie: about me, punti di vista, cinema e tv
giovedì, 15 ottobre 2009

ultimamente al cinema

due film in due giorni, ecco a voi la mia critica che oltre ad essere gratuita è ciò che di più lontano c'è dalla professionalità. Dato che questo blog è frequentato da gente intelliGENTE non sottolineerò il fatto che sarebbe meglio non leggere se non volete rovinarvi la visione... 
BARBAROSSA
film italiano sponsorizzato dal ministero per i beni e le attività culturali....(era meglio se sponsorizzavano la retrospettiva "Moana bella e d'annata". Sarò sintetica, a  me più che un film è sembrato un documentario pseudo-storico sull'Italia del Nord nella seconda metà del 1100. Personaggi caratterizzati in maniera superficiale, non esiste un protagonista e anche il famoso Federico Barbarossa che gli dà il titolo è una sciacquatura di personaggio, non imprime nulla nè nella storia nè nella mente dello spettatore.
Raz Degan può rubare il titolo a Nicolas Cage come attore meno espressivo  di tutta la storia della cinematografia mondiale.  Kasia Smutniak è brava, peccato che non sia stata doppiata quindi si è creato l'effetto di lei che da piccola parlava un perfetto italiano e da grande che sembrava parlare con due madarini in bocca. Innumerevoli le cavolate che il regista ha voluto inserire ad ogni costo, ve ne cito solo due:
prima scena. la caccia al cinghiale. L'imperatore e il suo seguito si aggirano a cavallo tra i boschi lombardi inseguendo un cinghiale e udite udite... portano tutti l'usbergo. (manco stessero alle crociate).
scena dell'assedio: Le truppe dell'imperatore Barbarossa assediano Milano. Sono ben provvisti di macchine d'assedio, ci sono trabucchi e catapulte con le quali lanciano grosse pietre che a contatto con le mure fortificate diventano bombe al napalm che esplodono in una "immane strafottenza" di scintille e lingue di fuoco. bahhh!
ok basta così, il prossimo che davanti a me difende il cinema italiano si pentirà di aver sprecato un'ottima occasione per tacere.
voto: 5-
BASTARDI SENZA GLORIA
vabè... Tarantino è tra i miei registi preferiti, quindi sono di parte, perciò: ottimo cast, meravigliosa colonna sonora, piazzata strategicamente a volte per sottolineare le scene e a volte per dissacrarle. Le vicende del film si svolgono nella Francia occupata dai nazisti, MA non è un film storico, tutt'altro. Quentin fornisce un'alternativa alla Storia. A mio modesto parere il "senso" del film (se gli vogliamo dare un senso) è chiaro in una scena (che si ripete per due volte) in cui uno dei "Bastardi senza gloria" incide con la sua lama una svastica sulla fronte dell'ufficiale nazista di turno perchè sa che quando tutto sarà finito a quell'uomo basterà togliersi la divisa del Reich per fingere di essere un uomo normale, ma questo non è giusto, anzi è troppo facile!
per il resto c'è la solita ironia, il sarcasmo, il sangue e qualche esagerazione tipicamente Tarantiniana.
voto: 7,5

prossime visioni obbligatorie:
"UP" (in3D) per soddisfare la bambina che è in me con un'espolsione di colori tipicamente Disneyana e pechè il bimbo cicciottello e il vecchio burbero credo siano una buona accoppiata.
"PARNASSUS" non voglio neanche sapere la trama, mi basta il cast: Johnny Depp, Heat Ledger, Jude Law, Colin Farrel e ........................................ TOM WAITS ...........

vi farò sapere. se ne avrò voglia.
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categorie: punti di vista, cinema e tv
sabato, 10 ottobre 2009

sono tutt'intorno a te, ma sono tristi.

a quanto pare abitare sulla terra e non conoscere i Tokio hotel è impossibile!
me li ritrovo ovunque, apro il giornale e ci sono loro con tanto di posters, diari della band e quant'altro, apro hotmail e ci sono loro in versione emoticon che ti chiedono di essere scaricati.
ma io vi scaricherei molto volentieri cari i miei tokio hotel, se non foste come Chuck Norris capaci di venir fuori da ogni dove.
ufffaaaa
insomma è chiaro che sti ragazotti tedeschi sono solo un prodotto commerciale, basta guardarli un attimo per capirlo, i produttori sono riusciti a infilare in una band 4 giovani in grado di attecchire sui gusti di tutto il pubblico femminile. c'è il cantante maledetto simil post-punk con cresta di 40 cm sparata in aria in pieno stile Bangles e quantità di trucco che spaventerebbero anche i Kiss, il tutto completato da una silouette anoressica e giubbini di pelle e borchie, poi c'è il suo gemello sempre vestito in stile rapper con lunghe treccine (e fino a qualche tempo fa anche le dreadlocks), poi ce n'è uno in stile metallaro coi capelli lunghi e lisci e l'aria perennemente serissima dal chiaro mesaggio (sono incazzato col mondo via dalle palle o ti massacro!), e poi c'è quello "della porta accanto" con i capelli umani, una faccia da bravo ragazzo e l'aria innocua, adesso gli hanno messo pure gli occhiali per farlo sembrare un po' secchioncello (che non guasta mai).
ce n'è per tutte insomma. in effetti sul giornale non si parlava dei fans ma delle fans. solo ragazzine in piena tempesta ormonale.
evvabbè, direte voi, ci può pure stare che siano niente altro che prodotti per macinare soldi, ma quantomeno che li facciano studiare prima di buttarli nella mischia! questi semplicemente se ne escono in un'intervista dicendo che "sì, cantiamo in inglese ma non lo parliamo perchè le canzoni ce le scrive il produttore!"
BAHHH

in fin dei conti credo di provare compassione per loro, non hanno le facce molto felici, chiaro, non possono mai abbandonare il ruolo. non dev'essere nè facile nè divertente prendersi troppo sul serio a 20 anni....

basta. il mio sfogo termina qui, ma vi lascio con un gruppo che sa come non prendersi troppo sul serio e che vende (con etichetta indipendente), pur senza curarsi di apparire "belli a tutti i costi", tutt'altro direi...


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categorie: musica, punti di vista
mercoledì, 07 ottobre 2009

attendere prego

ore di attesa per sapere cosa succederà all'Italia dopo il verdetto della Corte Costituzionale in merito al "lodo Alfano". Vi confesso che non nutro molte speranze, ma mi piacerebbe, per una volta, vedere un segnale chiaro da parte della magistratura, mi piacerebbe vedere che c'è ancora chi non si lascia intimidire. Io incrocio le dita per una bocciatura totale di questo "compromesso".
Alla fine credo che tutto si risolverà con la solita minestra "nè carne nè pesce" cioè con la parziale incostituzionalità della legge che tornerà in Parlamento per essere modificata di quel tanto che la Corte avrà giudicato non legittima.

giorni di attesa prima di partire per Ginevra per il "solito" concerto dei Depeche Mode occasione per incontrare gli amici svizzeri, inglesi, scozzesi, tedeschi e con un po' di fortuna argentini!

giorni di attesa per ricominciare l'attività teatrale che riprenderà da un lavoro già portato in scena qualche mese fa: "il cappotto" di Gogol, che dovrà essere rivisitato, corretto e pronto per andare in scena nel festival che faremo tra Gennaio e Febbraio.

settimane di attesa per sapere se le voci che darebbero "in chiusura" il settore della azenda per il quale lavoro sono fondate.

e poi, ultimo ma non certo per importanza, attendo il Freddo, quello con la "f" maiuscola.


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categorie: musica, politica, punti di vista, attualità, di tutto di più
venerdì, 02 ottobre 2009

e ancora persiste il suono del silenzio

uno degli aspetti, a mio parere, più stupido delle mode è che passano. certo è la loro prerogativa e alla gente forse piace per questo, ma dopo che è passata cosa ci ha lasciato?
sicuramente un bagaglio di ricordi imbarazzanti incentrati su pantaloni con le pieghe alte una spanna, su frasi stupide scritte nei diari, su capigliature decisamente improbabili. ma sul piano sentimentale? niente.
esiste solo un ambito in cui una cosa può nascere e non morire mai. l'arte.
tranquilli, non mi metterò a sproloquiare delle più elevate espressioni artistiche. Per carità, sono sempre stata convinta che l'arte possieda una buona percentuale di soggettività dal momento che per essere apprezzata deve incorciare i sensi del'uomo, ma non mi dilungherò su quanto poco io apprezzi il cubismo, no, vi parlerò di musica, di quella musica che va oltre ogni stile, oltre ogni tempo, oltre ogni gusto.
quante canzoni, che non vengono annoverate nelle liste dei capolavori artistici, sono dentro di noi anche se scritte decenni prima che noi nascessimo, anche se le abbiamo sentite solo un paio di volte e non sappiamo di chi sono nè di cosa parlano? tante. questa è una di quei capolavori senza tempo.
non resisto, lascio la prima strofa perché più la leggo più trovo sia a cavallo tra poesia e fantasy.

Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within
the sound of silence

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categorie: musica, punti di vista, scelte, good things
domenica, 13 settembre 2009

è tempo di films!

Completamente bloccata nella lettura, in questo periodo mi sto dando al cinema (e ai DVD).

Giusto per non farvi mancare la mia, mi sembra giusto consigliarvi cosa vedere e cosa evitare.

 

L’era glaciale 3 l’alba dei dinosauri (in 3D): spassoso come sempre, ritroviamo tutti i famosi personaggi delle precedenti edizioni con qualche piacevole aggiunta. Scrat lo scoiattolo sfortunato troverà l’amore, anzi, troverà l’amore??? Io come al solito faccio il tifo per la ghianda sfuggente! La visione in 3D non riserva (stranamente) particolari guadagni, se siete a corto di soldini guardatevelo in 2D!

Voto: 7

 

Ricatto d’amore: carino, leggero, giusto per passare un paio d’ore ridendo. Era tanto che non sentivo una sala cinematografica ridere, forse perché vado sempre a vedere film di altro genere. Bravi gli attori, bella come sempre Barbara Bulloch (per la quale il tempo non sembra passare) bravo anche il protagonista maschile di cui ora mi sfugge il nome (vabbè è il marito di Scarlett Johanson). Tanti spunti simpatici e l’impressione di non aver buttato quei 5/6 euro.

Voto: 6

 

Underworld – la rivolta dei lycans (credo si chiami così). Non avevo visto i due precedenti, ma essendo un prequel (mi son detta) non c’è problema. Invece il problema c’è, infatti non tutto è chiaro, il film è pieno di buchi narrativi (buchi? Crateri vulcanici!). la storia è quella solita trita e ritrita dei vampiri, che non si sa perché decidono di infettare gli umani con un morso dei mannari, creando così una specie di esercito di lupacchiotti affamati per farne non si capisce bene cosa, dato che non si fidano di loro. Alla fine ‘sti mannari mutanti si rompono le balle della schiavitù nelle mani dei vampiri e gli si rivoltano contro. La scelta degli attori vede il suo picco di orrido con il protagonista maschile interpretato da Michael Sheen. Insomma… questo dev’essere un eroe, mannaro ma pur sempre un eroe, e tu regista scegli uno brutto, basso e con l’espressività di un ravanello? Già che ci sono vi informo anche che il film è ambientato in una specie di medioevo (o almeno tale sembra per i mortali) in cui però i vampiri indossano eleganti corpetti di paillettes e perline e hanno tagli di capelli che fanno pensare più a un film di fantascienza che ad altro. Pessime, (e sto usando un eufemismo di colossali proporzioni) le scene di combattimento, confusionarie, piene di primissimi piani o peggio dettagli dei protagonisti. Non sono mai riuscita a vedere che cazzarola di movimento facessero le armi.  Trattasi di cinepolpettone interamente blu. Avete presente? Muri blu, alberi blu, vampiri blu, lupi blu, il sangue, quello non è blu, peccato che per essere un film di succhiasangue se ne veda ben poco!!! Forse è un film per bambini, ma sono più propensa a pensare che sia solo un film per cerebrolesi!

Voto: 2-

 

Rock’n Rolla: ennesimo capolavoro di Guy Ritchie. Lo stile è quello di “The Snatch” e “Lock and Stock”. A me piace come fa i film sto cristiano! La storia che tiene sempre un ritmo altissimo è la “solita” quadriglia di giri di soldi, malavita, violenza e inseguimenti, il tutto condito  con l’ ironia dell’ex Sig. Madonna. Un film in cui bisogna stare attenti a non perdere il filo altrimenti ci se lo gode solo a metà. Superba colonna sonora, riuscitissima la scelta degli attori (nessuno famoso, tranne Gerard Butler) e davvero gradevoli le tecniche di ripresa con l’inserimento di dettagli tecnici che danno più gusto alla visione. Grande Guy Ritchie.

Voto: 8,5

 

In the name of the king: eccoci finalmente giunti al fantasy. Ahimè mi piacerebbe scrivere Fantasy con la “F” maiuscola, ma proprio no. La storia non ha nulla, ma proprio nulla di decente. Ora che ci penso a malapena posso dire che c’è una storia. Dunque, c’è un tizio che fa il fattore a cui rapiscono la moglie e uccidono il figlioletto. Lui, come ogni buon fattore sa fare, dopo essersi scrollato di dosso la terra delle rape appena colte, va e stermina orde intere di mostri armato di una sciabola e un boomerang!!!!!! (riuscendo là dove l’intero esercito del Re aveva fallito). I mostri, questi sconosciuti, sono creature all’apparenza fangose e dotate di possenti zanne, in realtà neanche un po’ minacciosi. Essi sono controllati mentalmente da un cattivone che, come Sauron insegna, domina tutto da lontano. Torniamo al fattore che, colpo di scena, si scopre essere nientepopodimenoche…. Il figlio perduto del Re. Perduto manco tanto, il mago di corte sapeva chi era, ma forse per mantenere un profilo basso aveva tenuto il segreto! Vabbò ‘ndiamo avanti. Ah ecco. Fine! Il film è praticamente finito. Manca solo la liberazione della moglie, ora potete andare in pace.

Però una lancia a favore di questo film, o almeno del suo regista, la devo spezzare, buone le scene di combattimento e molto preparato l’attore protagonista. Certo sembra avere ingoiato Bruce Lee e Chuck Norris per colazione, ma è davvero gradevole vederlo lottare. Certo l’uso del boomerang (ma come gli è venuto in mente?) porta ad un’immediata associazione mentale geografica che non c’entra niente col film. Quindi perché? Perché hanno dato un boomerang a uno che fa il contadino? Per scacciare i corvi? Ma se ‘sto cristo non ha neanche il tempo di svolgere i suoi doveri coniugali! Boh! Misteri della cinematografia.

Ma avete notato come dopo il super mega successo del film “il Signore Degli Anelli” i più grandi attori facciano la fila per assicurarsi un posto in un film fantasy?

In questo contiamo nomi del calibro di Burt Reynolds, Ray Liotta, John Ryes Davies (già Gimli nel SDA) Ron Perlman e Jason Stadham.

Voto: 4 (giusto perché è un fantasy e non lo voglio accostare troppo a quella schifezza dei vampiri blu)

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categorie: punti di vista, cinema e tv
venerdì, 04 settembre 2009

Che fregatura!

Ieri sera ho visto per la prima volta il film “timeline” basato sull’omonimo romanzo di –michael Crichton. Avevo sentito parlare di questo libro dopo aver letto Hyperversum di Cecilia Randall che mi è piaciuto davvero tanto. Ne parlavano in rete delle persone che sostenevano che la scrittrice italiana avesse copiato “pari-pari” la storia di Crichton. Premetto che non essendo riuscita a trovare Timeline in libreria (è piuttosto vecchiotto) ho desistito dall’intento e mi sono letta i 2 successivi libri di Hperversum. Mi sono piaciuti proprio tanto. Tanto da affibbiargli un giudizio ottimo nella mia libreria di anobii.

Ieri sera…. L’ecatombe.

 

Inizio a vedere il film e mi ritrovo davanti la stessa trama di Hyperversum, stesso periodo storico (con uno sfallo di un centinaio d’anni) stessa situazione bellica (gli inglesi contro i francesi nella guerra dei cent’anni) stessa location (francia) e ovviamente, stessi viaggiatori del tempo. Ok, mi dico, ci potrebbe stare ma il mio naso già si storceva convulsamente. Dopo neanche 15 minuti dall’inizio del film il protagonista e i suoi amici vengono coinvolti in una fuga da una giovane fanciulla che si scopre poi essere una nobildonna francese che tenta (chissà perché e chissà per come) di fare la Bond girl dei secoli bui. Naturalmente il protagonista si innamora di lei, e la vuole salvare, correndo il rischio di cambiare il corso della storia per sempre. Come non citare il particolare dello scienziato che per aver salva la vita promette agli inglesi una potente arma, già, proprio come nel libro uno dei ragazzi (esperto in chimica) forgia degli scudi indistruttibili legando due metalli e anticipando anche lui il corso degli eventi. Dulcis in fundo… i nostri eroi riescono negli ultimi 5 secondi disponibili a tornare al nostro tempo, ma uno di loro, il salvatore della damigella decide di restare nel medioevo per amor della sua bella… che ve lo dico a fare? Proprio come in Hyperversum!

Evvabbè c’ho preso la sola, potevo risparmiarmi i soldi dei libri e affittare il dvd (a saperlo prima che esisteva ‘sto film). Quello che non capisco è come possano gli editori pubblicare delle storie che sono PALESEMENTE degli scopiazzamenti di altre opere.

 

A volerla dire tutta non è che il film sia tutto ‘sto granché, anzi… è pieno di fantasiose licenze cinematografiche, storiche e geografiche. Dai nomi anglofoni delle località francesi, a riferimenti a cose avvenute 335 anni dopo!!!

Insomma, data la grande ignoranza che vige sul medioevo, pare che chiunque si possa svegliare e decidere di ambientare un film in quell’epoca (tanto chi se ne accorge se su uno scudo ci disegniamo dei fiorellini? O addirittura una croce!!!!!)

Vabè vi lascio a una delle poche cose serie viste in tv sul meraviglioso Medioevo! (anche se non capite l’inglese, guardatelo)

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categorie: scrivere, punti di vista, libri e letture
mercoledì, 27 maggio 2009

Tolleranza Zero

chi mi conosce sa quanto io sia intemperante, facilmente tendente alle incazzature. bene.
questo è il classico periodo in cui su 10 cose 8 non vanno bene, sempre secondo i miei restrittivi parametri.
ieri ho terminato la lettura di "American Gods" di Neil Gaiman, da tutti osannato e definito un libro praticamente "cult". a me non è piaciuto affatto, l'ho trovato noioso, macchinoso, esagerato e a tratti difficile da capire (ma qui forse è colpa delle mie scarse capacità). ora mi butto su un grande classico che spero non mi deluderà "Ivanhoe".
altro capitolo nero di questi giorni: il caldo massacrante.
33°/35°+l' umidità dovuta alla presenza del mare+i turisti e gli sfollati che riempiono le strade+tante altre piccole scocciature mi stanno rendendo la vita infernale. quindi basta. non dico altro. esco, vado a cercare qualcuno con cui litigare.
se ne avete voglia fatevi sotto.
postato da: naeel alle ore 12:41 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: about me, punti di vista, libri e letture